
Saranno pure un paese di accannati ( ma no, dai, i clienti dei coffee shop sono tutti italiani) e di nazisti (come ebbe brillantemente a definirli Carlo Giovanardi, in riferimento alle legge olandese sull'eutanasia) ma questa sera ci hanno asfaltati come poche volte si è visto in un campo di calcio durante la fase finale di una campionato europeo. Non avessi saputo che le undici amebe con la maglietta azzurra erano i nostri gloriosi reduci di Berlino (con l'aggiunta di qualche giovane virgulto come Totò Di Natale, 31 anni e una lunga carriera in provincia) avrei detto che l'Olanda stava giocando un'amichevole contro l'Atletico Decimomannu o la nazionale delle isole Andamane. E a poco valgono gli sterili dibattiti se la posizione del collassato Panucci tenesse in gioco o meno Van Nistelroy in occasione del vantaggio oranje. Mai vista un'Italia così sgangherata, pareva la vecchia Unione, ma Donadoni non è Prodi e rischia di durare ancore meno.
Fin dai primi minuti si è subito capito che non avremmo fatto molta strada, nonostante i commenti entusiastici dei telecronisti di regime, di tono molto simile ai filmati propagandistici dell'istituto luce durante il ventennio: così al dramma del naufragio tecnico tattico si sovrapponeva il grottesco del " siamo tonici, nettamente superiori, loro non hanno qualità in mezzo al campo, la partita bisogna vincerla sulle fascie": certo, dove altro li vuoi battere gli Olandesi se non nel loro terreno preferito? Un po' come pretendere di battere Tyson scegliendo di fare a pugni invece di sfidarlo ad un test di intelligenza. E infatti Kuyt faceva l'ala e il terzino con estrema nonchalance e Van Bronkhovst pareva Garrincha. Nella ripresa, dopo il nostro secondo tiro in porta arriva il perentorio "l'Olanda è alle corde" e puntualmente si consuma il dramma: punizione di Pirlo, paratone di Van Der Sar contropiede fulminante e gol del tre a zero.
La cosa divertente è che ora le nostre flebili speranze sono legate alla sfida di venerdì, non con una nazionale qualunque, ma con la Romania. Di questi tempi sarebbe stato meglio affrontare il Brasile.E' lecito pensare che i Rumeni abbiano il dente leggermente avvelenato nei confronti di un paese che da mesi li sta trattando come untori e che facciano di tutto per spedirci nell'inferno della precoce eliminazione (parlando di inferno il ct Rumeno pare avere tutti i titoli per farlo...). A quel punto ,ovviamente diventeremo tutti ancora più razzisti, sottoscritto in primis,nonostante i buoni propositi di civile tolleranza tra i popoli: nel corso del mondiale di Germania ho augurato alle varie nazioni che abbiamo affrontato il seguente destino: Ghana, carestie ed epidemie varie, Stati Uniti, un 11 settembre al giorno, Cecoslovacchia e Ucraina, immediato ritorno del comunismo, Australia, rivolta sanguinosa degli Aborigeni, Germania, spostamento coatto della popolazione tedesca nella striscia di Gaza dopo averli bardati con svastica al braccio e Kefiah al collo, Francia, vittoria elettorale di Sarkozy. Ora ci toccano i Rumeni,figurarsi, speriamo non ci siano pogrom spontanei nelle nostre città.E speriamo soprattutto che loro cerchino di farsi ben volere il più possibile.
Per concludere ecco le tragicomiche pagelle.
Buffon: Non è sembrato propriamente impenetrabile ma è anche vero che ha combattuto una battaglia impari contro tutto e contro tutti,a lui l' unica sufficienza piena, soprattutto per le scuse a fine partita. 6
Panucci: Nulla contro l'uomo ma il fatto che sia stato compagno di squadra dell'attuale commissario tecnico dell'Olanda la dice lunga sulla gerontocrazia imperante, in nazionale come nel resto del paese: 5
Barzagli: Il senso della sua convocazione in nazionale può essere paragonato solamente allo spalmarsi il corpo di olio solare in una notte di gennaio. Ricorda quei giovani inutili del PD, candidati solamente perchè giovani, ma, appunto, inutili. 3
Materazzi: In Germania sembrava Beckenbauer, in Svizzera si è immediatamente adeguato al costume locale vestendo i panni del poliziotto Huber di Mai dire Gol. In realtà non è nè l'uno ne l'altro, semplicemente un tamarro senza qualità, un italiano medio,uno di noi, insomma: 2
Zambrotta: Ha corso parecchio,ed ha sfoderato una prestazione mediocre, non disastrosa, ma a Barcellona si stanno fregandole mani per averlo rifilato al Milan: 5
Pirlo: Essendo di un'etnia non particolarmente gradita a questo governo (il cui presidente è tralaltro il suo datore di lavoro) è meglio per lui che sfoggi prestazioni migliori onde evitare galera garrota, lapidazione ed espulsione. 5
Gattuso: La metafora della mediocrità di una squdra, la metafora della mediocrità di un paese: 4
Ambrosini: Idem come sopra:4
Camoranesi: Gli altri paesi i brocchi se li ritrovano in casa, noi, che siamo più avanti di tutti, li andiamo a pescare in Argentina, li copriamo d'oro, li naturalizziamo e li facciamo giocare in nazionale. E poi dicono che siamo xenofobi: 4,5
Di Natale: Far giocare un Europeo a uno che ha sempre militato nell'Udinese e pretendere che faccia la differenza è un po' come prendere un agricoltore del Polesine, catapultarlo da un giorno all'altro a Manhattan e aspettarsi che, oltre a non perdersi, si sappia inserire nelle feste più mondane e costruisca un'invidiabile vita sociale. 5
Toni: Alto, belloccio,lento, imbambolato. Ricorda paurosamente Rutelli. 5
Grosso: Almeno ha corso un po' ma quando ha avuto la sua occasione doveva passala, non siamo più in Germania e le lotterie si vincono una volta sola:5
Del Piero: Ha avuto due occasioni e ha risposto da par suo, fallendole, è in piena forma Europeo:5,5
Cassano: Un assist geniale,poi gli è partita la tiroide e non riusciva più ha stare in piedi.5