
Come da tradizione ormai più che decennale anche questa volta è è cominciato il consueto attacco al 25 aprile. Berlusconi probabilmente lo trascorrerà in Sardegna in compagnia della sua pseudofamiglia, la signora Moratti ha già annunciato che, guarda caso, proprio quel giorno sarà fuori città, pertanto non potrà partecipare alla manifestazione, con sommo dispiacere di suo padre, il fantapartigiano Brichetto, già esposto al pubblico ludibrio in Piazza Duomo un paio di anni fa.
Sui neofacisti incipriati di fu Alleanza Nazionale ogni considerazione è superflua, così come sulle eminenze grigie della Lega nord, la cui fantasiosa cultura storica fatta di druidi e riti celtici non contempla nemmeno l'esistenza stessa della data.
Fino a qualche giorno fa la palma di miglior revisionista dell'anno spettava certamente al pluricondannato Marcello Dell'Utri che dopo aver santificato Mangano non ha potuto reprimere le pulsioni provenienti dal suo lato oscuro (quello di mafioso è ormai palese) e si è lanciato in uno squallido quanto sgangherato attacco ai libri di storia rei di celebrare la Resistenza, promettendone un rogo in stile Berlino del Terzo Reich.
Ma ora il sindaco di Alghero, tale Marco Tedde, è riuscito a superare i suoi ben più celeberi maestri, proibendo di cantare Bella Ciao durante la Festa della Liberazione.
La feccia non solo ha vinto per la terza volta le elezioni, ma sta imponendo la sua stomachevole controcultura, giorno dopo giorno, senza incontrare particolare resistenza.Di fronte a questo attacco frontale ai valori costitutivi della repubblica i dirigenti della nostra sinistra hanno spesso fatto spallucce, se non ammiccato: guidati da un Giampaolo Pansa in avanzato stadio di demenza senile, anche Fassino e Violante si sono lanciati più volte in difesa dei Repubblichini, invitando a comprenderne le ragioni e ad onorarne la memoria. Forse alla ricerca di voti che non sono mai arrivati, forse nel tentativo di piacere ai nuovi padroni, non lo so, l'unica cosa certa è che l'antifacismo è tremendamente demodé e il guaio è che comincia anche ad essere messo al bando, represso ed orgogliosamente combattuto. L'atto costitutivo del popolo italiano, la nostra redenzione agli occhi del mondo oggi è ridicolizzata e vituperata come fosse stato un passo falso della storia, una miserabile montatura propagandistica.
Comunisti e liberali, socialisti e democristiani, giovani, vecchi, donne, medici, avvocati, operai, intellettuali, contadini, tutti uniti contro la barbarie, questo è stata la Resistenza. Questo e nient'altro.
Qualche anno fa ero a cena con un giovane giornalista francese che mi domandava come fosse possibile che una moderna democrazia europea potesse contemplare Berlusconi. Alle mie sconsolate considerazioni sullo spessore morale del'elettorato italiano mi diede una risposta fulminante: "Ma come fai a parlare così degli Italiani? In Francia abbiamo ben chiaro di che pasta siete fatti, siete stati l'unico popolo ad aver avuto l'orgoglio e il coraggio di combattere Hitler praticamente a mani nude. Quando ha invaso la Francia non si è mossa una foglia, quando ha invaso voi, dopo l'armistizio, vi siete sollevati in massa."
Oggi non troverei il coraggio di spiegargli che quel popolo giovane e fiero oggi non esiste più, è invecchiato male, si è imbarbarito, vive passivamente il suo declino fatto di tv spazzatura e sogni di plastica., molti hanno dimenticato, altri forse non sapranno mai.
Quelli che rimangono, il 25 aprile, cantino a squarciagola Bella Ciao, ce n'è bisogno come mai.
Scusate l'inusuale retorica.
2 commenti:
Bella ciao, mai arrivederci, non si può dimenticare, non si deve.
ciao, trovo molto interessante il tuo blog, e siccome abbiamo più o meno le stesse cose da dire ma io in questo mesi non ho un scondo di tempo per scrivere, vorrei linkarti nel mio blog. Non ci troverai nulla di politicamente molto interessante perchè in questo periodo o rifletto o scrivo e siccome non posso scrivere senza riflettere mi limito alla riflessione.
Fammi sapere se ho lascito di linkarti
Ciao
Sara
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