
Il peggiore dei mondi possibili. Scomodare e parafrasare Leibnitz è l'unica sintesi efficace per descrivere l'Italia uscita dalle urne. E per ricordare alla stampa progressista che si consola riempiendosi la bocca di parole come governabilità che se il problema fosse questo sarebbe sufficiente abolire direttamente il parlamento e restaurare il regime fascista, magari sotto la tutela di confindustria. Ci stiamo arrivando, non c'è fretta, se non ce l'ha Berlusconi dall'alto dei suoi settantun'anni...
Alle ore 16 di lunedì ero ottimista, i primi exit poll mi facevano intravedere un rinsavimento collettivo nel quale non speravo più, poi, a mano a mano che è iniziato lo spoglio sono sbattuto fragorosamente contro la realtà e alle 22 e 30 sprofondavo nel divano con un bottiglia di vodka nella mano sinistra e una boccetta di barbiturici nella destra, indeciso su quale opzione fosse la più adatta alle tragiche circostanze. Mi ha salvato il repentino ricordo che in fondo dall'Italia ero già scappato quattro anni or sono e che da li a poche ore sarei tornato in libera terra iberica.
Non dovrò sciropparmi una checca omofoba all'economia e un facista alla camera, un troglodita in salute alle riforme e chissà, un altro troglodita in stato vegetale alla devolution.
Game over, è finito tutto e questa volta sarà dura rialzarsi. Veltroni è riuscito nella titanica impresa di privare la sinistra di qualunque rappresentanza parlamentare senza nemmeno fare il solletico alla corazzata berlusconiana. Ha catalizzato il voto della parte migliore di questo paese dandole in cambio la Binetti e Calearo e di fatto relegando fuori dai palazzi un popolo sempre più inascoltato e incazzato, non necessariamente comunista, ma laico, giovane, precario e critico. Le piazze torneranno a riempirsi ,certo,ma faranno la loro ricomparsa anche i manganelli e gli idranti, se non, come a Genova, le pistole. A Montecitorio e Palazzo Madama invece sarà solamente la sparuta truppa di Di Pietro a dedicarsi ad una ferrea opposizione che purtroppo sarà destinata ad essere etichettata come folkloristica. I veltroniani in fondo si stanno già lasciando sedurre da un Cainano versione soft, che pare aver sostituito il cerone con la cipria e parla come uno statista mosso da sincere pulsioni democratiche: facile intuire che si sta comodamente autospianando la strada verso la Presidenza dellaRepubblica che purtroppo riuscirà ad ottenere solamente dopo aver adeguatamente modificato la Carta Costituzionale.
Per allora avremo già una scuola in mano alle gerarchie ecclesiastiche, dei libri di storia che celebreranno i mafiosi morti in carcere al posto dei caduti di Marzabotto e una magistratura che non avrà nemmeno bisogno del guinzaglio, tanto sarà docilmente accovacciata ai piedi del padrone. Superflua invece ogni considerazione sul futuro della libertà di informazione.
L'Italia che verrà è già stata plasmata dal suo leader a sua immagine e somiglianza, così come l'intera classe dirigente, non solo politica e a questo punto appare puramente utopistico sperare in un paese diverso da quello che in fondo vuole orgogliosamente essere.
L'Italia che verrà sarà un paese se possibile ancora più ottuso,ignorante, pacchiano e intrinsecamente mafioso, ma purtroppo anche sempre più povero e autarchico, confinato ai margini dell'Europa e della stessa civiltà democratica.
Dopo quattordici anni di berlusconismo ostinato, voluto a tutti i costi e ahimè pienamente legittimato dalla volontà popolare, ogni timida giustificazione non ha la minima ragione di esistere: rassegnamoci e bando agli alibi, questa è l'Italia, questi siamo noi.
6 commenti:
una delle migliori penne che ho beccato sul blog di beppe grillo.
condivido in pieno la scelta di emigrare e temo seguirò l'esempio, la spagna è un'opzione valida anche se in realtà un posto vale l'altro basta nn sia questa merda
Peccato che tu sia emigrato...se partono i migliori come potremo risanare questo paese? Ho letto le tue righe di commento sul blog di Grillo, si credo anch'io si sia incaponito un po' troppo sull'astensionismo...forse si aspettava che noi italiani fossimo piu' intelligenti, invece si è sbagliato...e rieccoci qua ad eleggere il berlusca.
Un saluto,
Ivan
Grazie, non esagerate, in fondo i migliori sono quelli che rimangono e non scappano.Io non ce l'ho fatta...
Ricorda comunque che non tutti anno la possibilià di andarsene...
La verità è che di coraggiosi ce ne sono pochi.
Roby
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