mercoledì 30 aprile 2008

Il fascista incipriato


Gianfranco Fini da oggi è il presidente di quello stesso Parlamento che il suo padre nobile, Benito Mussolini, aveva svuotato di ogni funzione.
Se ne è parlato poco o nulla, ma non mi pare una notizia trascurabile il fatto che un postfascista abbia messo le mani sull'Istituzione simbolo della democrazia. E' vero che ormai il Parlamento Italiano di democratico ha ben poco, viste le modalità con cui viene eletto ed è vero anche che l'ex leader di Alleanza Nazionale, ora una delle tante vallette del Cavaliere, ha più volte ribadito la sua lontananza dall'ideologia del glorioso ventennio, ma anche i simboli hanno la loro importanza e Fini meglio di chiunque altro rappresenta l'irresistibile ascesa di un popolo fino a una quindicina di anni fa confinato nelle fogne(definizione del Premier in pectore). Con quella sua faccia da professorino frustrato e rancoroso, forse a perpetuo ricordo della caterva di botte che si prese di fronte ad un cinema nel 1968, ad opera di alcuni manifestanti di sinistra, fatto questo che lo spinse ad iscriversi alla Giovane Italia,organizzazione giovanile vicina al MSI, il suo esordio politico. Con quel suo ghigno fedifrago che tante antipatie gli ha procurato. Con quel suo saper sempre obbedire,con fascistissimo senso dell'autorità, al suo padrone, il quale lo scarica e lo reimbarca a piacimento, gli scatena addosso i paparazzi e sbatte la vita privata in prima serata su Striscia la Notizia, lo prende per il culo persino durante i comizi, facendogli reggere l'ombrello...
Ne ha dovuti ingoiare di rospi il camerata Gianfranco, ma alla fine è stato sdoganato, incassando persino i complimenti di Napolitano.
In effetti negli ultimi anni l'uomo della svolta di Fiuggi ha fatto veramente di tutto per rendersi presentabile allo schizzinoso elettorato italiano e non gli si può non riconoscere una certa abilità nel camuffarsi da antifascista convinto. Certo, in alcuni casi non ha potuto reprimere la sua cameratesca propensione al manganello, come quando da ministro in carica impartiva ordini diretti agli squadroni della morte in divisa da poliziotti, durante il G8 del 2001, ma che vogliamo pretendere? In fondo basta andare a vedere le dichiarazioni del Nostro prima del '94 quando Berlusconi gli impose di rifarsi il trucco per rendersi presentabile al variegato bacino d'utenza del suo impro mediatico:
«Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo»19 agosto 1989; «Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista», Il Giornale,5 gennaio 1990; «Mussolini è stato il più grande statista nel secolo. E se vivesse oggi, garantirebbe la libertà degli italiani», 30 settembre 1992 «...chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato a gustare il dolce sapore della rivincita... Dopo quasi mezzo secolo, il fascismo è idealmente vivo...», maggio 1992; «Mussolini è stato il più grande statista del secolo... Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti», giugno 1994.
Ma in fondo, di questi tempi la Lega Nord passa come un partito di sinistra, perchè non credere come allocchi che Gianfranco Fini sia un sincero democratico?

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