sabato 26 aprile 2008

Il nuovo 25 aprile



Grillo è goffo, spesso straparla, molte volte si lascia andare a considerazioni grossolane e prive di fondamento. Ha l'insulto facile e non sempre dice la verità, il che per un paladino dell'informazione dovrebbe essere piuttosto grave. Ma come non perdonerglielo in fondo?
La manifestazione di ieri è stata un innegabile successo, ha surclassato la triste messinscena partigiana di Piazza Castello organizzata dal revisionista PD, un autentico flop.
Da un lato una compatta folla di quarantamila persone, dall'altro qualche sparuto gruppo di cittadini che si sono fatti forza e hanno assistito al poco credibile rituale organizzato dallo stesso partito che si lamentava delle bandiere rosse in piazze, proprio ieri, proprio durante quella ricorrenza...
Probabilmente, al di la della retorica del ricordo, peraltro sacrosanto, di coloro che morirono per la libertà di questo martoriato paese, ieri anche i partigiani sarebbero stati in Piazza San Carlo con Grillo, magari avrebbero storto un po'il naso di fronte a qualche strafalcione e a qualche luogo comune di troppo, ma avrebbero apprezzato. Il Fascismo non è mai morto, ma si manifesta in forme diverse, si è evoluto ed adattato ai tempi e lo ha fatto molto meglio dell'antifascismo, che è rimasto a commemorare se stesso senza accorgersi che oggi l'olio di ricino non serve più e le camicie nere sono state rimpiazzate dagli eleganti gessati che indossano gli squadristi dell'informazione, quei brillanti scherani che ogni giorni ci raccontano il mondo in cui viviamo, iniettano paure e insicurezze ad hoc, occultano verità, coltivano ossessioni, distorcono fatti e censurano opinioni. Il vero erede politico di Mussolini non è stato Almirante, ma Licio Gelli e sappiamo bene chi sono i suoi scolari e cosa stanno facendo oggi. Passano gli anni e non ci accorgiamo di essere ogni giorno diversi, sedati, le nostri menti deformate da un intenso bombardamento mediatico hanno ormai perso la misura della realtà, molti meccanismi percettivi sono stati annientati, altri vengono continuamente iperstimolati. Viviamo in un delirio lisergico in cui i valori fondativi della nostra società non esistono più e sono stati completamente rimpiazzati da verità artificiali, da chimere di celluloide.
Grillo è un moderno Don Quijote che sfrutta la sua pagliacciaggine per schiaffeggiare le coscienze della gente, magari anche quelle dei meno avvezzi a sofismi intellettualistici, sta aprendo con forza una breccia nella nebulosa in cui viviamo. Troppo facile e riduttivo definirlo una voce fuori dal coro o un megafono dello scontento popolare, sta combattendo una guerra impari contro il consenso mediatico che banche, confindustria e partiti politici si sono costruiti in questi anni.
Non mi interessa sapere se è libero veramente o controllato a sua volta da qualcuno, mi viene da sorridere quando sento dire che grazie al suo blog si sta arricchendo a dismisura. Non lo considero un guru, nè la panacea di tutti i mali del paese, mi basta constatare che forse è quello che ha trovato il grimardello per scardinare la cassaforte: le sue urla e i suoi vaffanculo non sono solamente una sacrorsanta catarsi, ma un formidabile specchiatto per le allodole, le stesse allodole che in questi anni si sono fatte incantare dalle parole di velluto di chi ha venduto merda spacciandola per oro. Attira l'attenzione, acchiappa, si fa sentire. E' più forma che contenuto, ma la forma è tutto, in questo caso, in trincea non si può andare troppo per il sottile: qualche anno fa i girotondi hanno sollevato un problema in modo serio e argomentato, ma l'eco delle loro parole è durato poco, è rimasto circoscritto in piccoli gruppi di intellettuali e artisti. Che forse quelle cose già le sapevano. Grillo parla il linguaggio della massa, non si pone al di sopra dei mezzi di comunicazione tradizionali, ma li affronta nel loro stesso terreno, quello della comunicazione facile, diretta, rivolta a tutti. Per questo fa paura. L'essere un comico popolare lo ha aiutato di sicuro, ma bisogna dargli atto di un'evoluzione intellettuale notevole, di essere un cittadino informato e consapevole che ha sopperito con curiosità e vivace intelligenza ai limiti culturali che poteva avere ai tempi degli sketch con Pippo Baudo.
Non ho idea di dove potrà arivare il grillismo e soprattutto se porterà a risultati concreti, l'unica cosa certa è che per il momento rappresenta l'unica vera controcultura di una società civile piatta e amorfa, che pare non volersi svegliare dal suo letargo. E' seguito da un popolo giovane, impegnato, magari un po' acritico nei confronti del suo leader ma comunque foriero di aria nuova, pulita. Seguiamolo, correggiamolo se necessario, ma non perdiamo questa opportunità, non ce ne rimangono molte.

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