martedì 29 aprile 2008

Peggio del colera



L'avvento del Partito Democratico ha finora fatto più danni di un'epidemia di colera e non si spiega come sia possibile che la sua dirigenza non prenda minimemente in considerazione l'ipotesi di dimettersi in blocco. Al di la di ogni speculazione di carattere ideologico sulle posizioni neocentriste del partito-spot di Veltroni, è innegabile un dato di fatto: a novembre governava il centrosinistra, a livello nazionale e in numerose regioni e comuni, Roma inclusa, Berlusconi era un dead man walking e nulla faceva pensare che ci saremmo trovati nella situazione odierna. A cinque mesi di distanza eccoci qua. Delle due l'una, o questa gente porta sfiga o ha sbagliato tutto. Alcuni aspetti della sciagurata vicenda preelettorale di questi cronici perdenti sono tuttavia sotto gli occhi di tutti:
La nascita del Partito Democratico e la sovraesposizione mediatica del suo leader, Walter Veltroni, oltre che una pessima gestione del rapporto di continuità con l’antica Unione, ha fortemente contribuito alla nascita di numerosi malumori all’interno dell’esigua maggioranza parlamentare che sosteneva il governo Prodi, contribuendo di fatto alla sua caduta.
La scelta dello stresso Veltronii di intavolare un dialogo sulla legge elettorale con Silvio Berlusconi ha avuto come unico risultato quello di riportare al centro della scena politica italiana un leader che ormai era stato abbandonato da tutti i suoi alleati, restituendogli uno smarrito vigore politico e riconoscendone piena legittimità istituzionale, nonostante il Cainano sia palesemente inadatto a governare un paese democratico.
La scelta di presentarsi alle elezioni politiche escludendo a priori numerosi ex alleati, senza nemmeno tentare una mediazione, ha di fatto spianato la strada alla vittoria della destra, non solo dandole un consistente vantaggio numerico, ma accentuando l’immagine negativa del precedente governo, già massacrato dai mas media.
La presenza di ben 18 tra condannati, prescritti,indagati,imputatie rinviati a giudizio non ha affatto rappresentato una risposta convincente rispetto alla richiesta di pulizia dei cittadini italiani. Per non parlare di numerose candidature che sembrano uscite dai provini di un reality show.
La campagna elettorale timida e inconsistente ha contribuito ad accentuare la sensazione di un partito privo di una reale identità politica e programmatica, balbettante e fumoso su numerosi temi di grande rilievo né ha chiarito quale sia la posizione del partito su questioni quali giustizia, libertà di informazione, sicurezza sul lavoro, precariato,lotta alla mafia, laicità dello Stato.
Il disastroso risultato ottenuto alle elzioni politiche, regionali, provinciali e comunali impone una forte assunzione di responsabilità da parte dei vertici del partito e solo attraverso un completo ricambio della sua classe dirigente può riacquistare credibilità e prepararsi al meglio per le future tornate elettorali, ammesso che in futuro ce ne saranno altre.
Bertinotti, Boselli e Pecoraro Scanio hanno avuto la decenza di farsi da parte, perchè mai non pretendere la stessa dignità da parte dei dirigenti del PD?

Petizione per le dimissioni della dirigenza del Partito Democratico:
http://www.petitiononline.com/pdacasa/petition.html

3 commenti:

Bige ha detto...

Avevano in mano tutto ma non sapevano gestirlo...ecco perchè hanno perso...

ulisse ha detto...

ottima analisi oltre che sintetica

Holdem Poker ha detto...

Not logically