
Ci sarebbero innumerevoli termini per definire i leaders del PD, ma per evitare di saccheggiare l'intero Zingarelli degli insulti mi limiterò ad etichettarli solamente con l'epiteto del titolo: coglioni.
Non trovo miglior descrizione per coloro che nel giro di sei mesi sono riusciti a demolire il centrosinistra faticosamente costruito in 14 anni, a buttare nel cesso anni e anni di faticose mediazioni per costruire il nulla fatto partito e riuscire a perdere tutto, ma proprio tutto.
Era proprio necessario ricandidare Francesco Rutelli a sindaco di Roma solamente per non essere riusciti a trovargli una collocazione decente nell'organigramma del PD? Erano circa undici anni che non vinceva una tornata elettorale, come sperare potesse sopravvivere, con quel suo fare da bello ma scemo, in una vasca stracolma di pescecani travestiti da Rumeni stupratori?
Quelli hanno usato le televisioni del padrone bombardando indefessamente l'opinione pubblica, hanno riempito di terrore le povere casalinghe che si vedevano già a pecorina, anche quelle oggettivamente meno appetibili, violate da qualche extracomunitario assetato di italica figa. Hanno parlato alla pancia del "lumpenproletariat" delle periferie, con il linguaggio del sangue e dello sperma, hanno fatto leva sui più miserabili istinti xenofobi aizzando le folle come fossero cani da combattimento.
E lui,il buon Rutelli, replicava mostrando le diapositive dei progetti del nuovo centro congessi o della nuova linea di metropolitana, ammonendo di non strumentalizzare le disgrazie. Ma che pretendevate? Che gli Italiani sapessero che ogni giorno, nel nostro paese ci sono quattro stupri (peraltro commessi da italiani nel 95% dei casi) e che solo alcuni sono realmente importanti? O forse che gli accordi di libera circolazione dei cittadini Rumeni sono stati sanciti dal governo Berlusconi (unico in Europa a non aver preteso una moratoria per un periodo finestra) per la felicità dei suoi amici imprenditori che in tal modo possono contare su manodopera fresca e senza pretese? Pretendevate veramente che gli Italiani fossero informati dopo che in ben due legislature non avete avuto il coraggio di approvare una legge sul conflitto di interessi? Avete voluto combattere la guerra usando i mezzi che il nemico vi ha messo a disposizioni, rinunciando ai pochi che avevate, ovvero le sezioni di partito e il rapporto diretto con i movimenti , preferendo i salotti di Vespa e Mentana e adesso siamo tutti nella merda e da oggi ancor di più lo sono i Romani, amministrati da un ex picchiatore fascista con la croce celtica al collo.
A Vicenza invece che succede? Succede che i cittadini, tendenzialmente e storicamente di destra, da un paio di anni a questa parte hanno dovuto spegnere le televisioni e occuparsi in prima persona del fatto che gli amici americani, a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino, hanno deciso di costruire a due chilometri da uno dei centri storici più belli d'Italia una base militare delle dimensioni di un grosso paese. Si sono costituiti movimenti, ci sono state innumerevoli manifestazioni, se ne è dovuto parlare un po' persino in televisione e sui giornali e alla fine è uscito vincitore il candidato che li ha ascoltati e che, si presume, si batterà con loro contro lo scempio meglio conosciuto come Dal Molin. E non è della Lega, si chiama Achille Variati e, udite udite, è della sinistra...
Se proprio non volete dimettervi in blocco, almeno cercate di imparare qualcosa, coglioni!
1 commenti:
Concordo!
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