martedì 20 maggio 2008

Il genio


Nell'ambito dell'ormai gigantesca farsa etichettata con il titolo " come ridurre i tempi della giustizia" lo statista di Arcore e la sua cricca di alto profilo istituzionale hanno escogitato un infallibile stratagemma per ingolfare ulteriormente i tribunali, allungare a dismisura i tempi di tutti i processi,aumentare esponenzialmente i costi dello Stato e spianare la strada ad ulteriori indulti. Ed è tutto merito della mente superiore ritratta qui a lato in versione "scemo del villaggio".
Le conseguenze dell'introduzione del reato di clandestinità, tralasciando la cortina di fumo sollevata dai mass media italiani per nascondere una puttanata di proporzioni epiche, sono facilemente deducibili da chiunque sia dotato di un briciolo di lucidità e di un QI appena superiore a quello del ministro Maroni, vale a dire all'incirca il 99% della popolazione mondiale.
Dunque, i numeri parlano chiaro: da un giorno all'altro ci ritroveremo con circa 700.000 latitanti, molti dei quali già lavorano, rigorosamente in nero, e pertanto dovranno lasciare il loro posto e darsi alla macchia, sopravvivendo tramite espedienti necessariamente criminali. A maggior ragione se quello che li aspetta è comunque il carcere...
A questo punto la macchina della giustizia dovrà attivarsi per celebrare 700.000 processi, che, vista la proverbiale rapidità con cui vengono portati a termine, hanno l'aria di tenere impegnati i già collassanti tribunali del paese per molti anni. Ovviamente i costi del processo a un indigente saranno interamente a carico della collettività, che presumibilmente dovrà sborsare una cifra intorno ai 50 miliardi di euro, più o meno due robuste finanziarie...
Infine nella pur improbabile ipotesi che vengano tutti condannati ci troveremmo con 700.000 detenuti in più, che faranno sembrare un'inezia i 30.000 che sono stati liberati con l'indulto. Non è prevista la costruzione di alcun nuovo carcere e in ogni caso, per ragioni sconosciute ai più, costruire un carcere in Italia richiede 10 anni di tempo, quindi,stando alle motivazioni ufficiali che hanno portato alla mastelliana legge vergogna, nel futuro prossimo venturo dovremo aspettarci una ventina di indulti per rimettere in strada stupratori, rapinatori, pedofili, politici, assassini, e delinquenti di ogni genere per far posto ai nuovi carcerati. I quali, in base al diritto internazionale, potranno scegliere se scontare la pena nel loro paese oppure in Italia. Facile intuire quale opzione sceglieranno, facile fare due conti degli ulteriori costi.
Dopo essere stati etichettato come razzista e xenofobo da mezza Europa mi auguro che nei prossimi giorni al governo italiano venga attribuita l'epiteto che meglio gli si addice: idiota.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Copia e incolla

"Immigrati? Sì, ma solo quelli ricchi" di Maria Novella Oppo

Ieri mattina a Omnibus Maria Laura Rodotà ha detto di aver provato imbarazzo per la vera e propria «ispezione» nei campi nomadi operata da Bruno Vespa a fianco di Gianni Alemanno. In effetti, il ruolo del conduttore di Porta a porta è istituzionale da tempo e va da sé che è di grado superiore a quello dello stesso sindaco di Roma. Come ha dimostrato anche il tono di supponenza usato da Vespa nei confronti dell’ambasciatore rumeno in Italia, interrogato come un imputato di reato. Per fortuna, peggiorare i rapporti con la Romania è impossibile, visti i primi atti del governo leghista in carica, che è riuscito a urtare proprio i Paesi cruciali per risolvere i problemi dell’immigrazione. Ma c’è stato un altro momento notevole in Porta a porta: quando Maroni ha chiarito che gli immigrati privi di reddito vanno espulsi. Sono queste le radici cristiane dell’Europa: solo ricchi o abbienti possono varcare le frontiere. E visto il vento che tira, tra poco parleranno di espellere anche i poveri nostrani, che oltretutto sono pure terroni.

Pubblicato il: 21.05.08