
Sbandierato in pompa magna da Veltroni come fosse la panacea di tutti i venturi mali, cosa sia realmente questo governo ombra e a cosa serva lo hanno capito in pochi. E non a torto, per il semplice fatto che non servirà assolutamente a nulla se non a dare un briciolo di visibilità in più ai soliti baroni di partito e magari garantire loro qualche presenza nel salotto di Porta a Porta.
Il governo ombra, nei paesi anglosassoni shadow cabinet, ha una funzione ben precisa, laddove esiste veramente: quella di fare da cane da guardia all'esecutivo e in una democrazia come quella inglese è di fatto un organismo istituzionalizzato:ogni ministro dello shadow cabinet ha il compito di seguire l'operato del suo omologo e di incalzarlo con domande orali, a sorpresa, che richiedono necessariamente una risposta immediata, anch'essa a voce, con esplicito divieto di rispondere tramite scartoffie e comunicati, portavoce e portaborse. E' il cosiddetto question time, un espediente per verificare quasi quotidianamente la competenza del governo in carica ed eventualmente smascherarne i difetti e metterlo con le spalle al muro.
Forse Veltroni non ha capito che in Italia tutto questo è praticamente impossibile, dal momento che governo e parlamento viaggiano su binari paralleli ed è rarissimo che i ministri si presentino alla camera a riferire sul loro operato: più che una regola è una gentile concessione in casi di paticolare gravità. Inoltre le interrogazione sono sempre delle lunghe e ampollose pappardelle scritte da qualche burocrate di partito, cui seguono delle comode risposte in differita, anch'esse opera di diligenti scribani scribani. Non vi è nulla del serrato confronto anglosassone, solamente un modo come un'altro per far passare il tempo all'interno di un' aula ormai svuotata di qualunque rappresentatività e raeale funzione.
Avrebbe potuto essere un'ottima occasione per dare un segnale forte di democratica intransegenza da parte dell'opposizione, un governo fortemente carico di simbolismo che lasciasse chiaramente intendere la sua linea, fortemente alternativa al Berlusconi III. Oltre che per cementare le varie componenti dell'opposizione già troppo debole per potersi permettere ulteriori divisioni. Invece si è rivelato il solito spot, manco fossimo ancora in campagna elettorale,un inutile giochetto di partito volto a dare ai soliti noti l'illusioe di avere qualche ruolo nel quinquennio che verrà: Fassino, Bersani, Realacci, Lanzillotta, Minniti, Letta... I soliti nomi, le solite faccie, la solita calata di braghe alle varie correnti di un partito miserabilmente povero di idee ma elefantiaco dal punto di vista della burocrazia interna.
Nessun radicale e nessuno dell' Italia dei Valori: evidentemente in materia di giustizia non si vuole nemmeno dare l'idea di poter lontanamente disturbare l'opera di sfascio del sistema giudiziario che il centrodestra porterà definitivamente a compimento: Di Pietro non va bene nemmeno come Ministro Ombra, nemmeno come simbolico stendardo di una battaglia che non si vuole nemmeno combattere.
Per qual che rimane della società civile si prevedono cinque anni di metaopposizione: al governo e soprattutto al PD.
PS: Firma la petizione per le dimissioni dei suoi dirigenti
http://www.petitiononline.com/pdacasa/petition.html
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