giovedì 22 maggio 2008

Viva Zapatero. Ma siete sicuri?


Tanto per dimostrare che non nutro particolari pregiudizi ideologici nè sono vittima di una sindrome di acritica esterofilia, mi sembra giusto una volta tanto prendere le difese del mio sciagurato paese, da qualche giorno vittima del fuoco incrociato di vari ministri del governo spagnolo. Conosco il socialismo all'acqua di rose di Zapatero & soci, e per quanto sia almeno un paio di spanne al di sopra della nostra pseudosinistra, i miei ormai quattro anni di latitanza in terra iberica mi hanno ampiamente dimostrato come l'esecutivo più glamour del mondo non nutra nei confronti di poveri e immigrati le stesse preoccupazioni che invece riserva agli omosessuali. Un paese che ha espulso 370.000 clandestini in un paio d'anni non è il più indicato per permettersi di tacciare di xenofobo e fascista un governo che decide di cominciare a fare altrettanto con i suoi immigrati irregolari. E in ogni caso, al di la della condivisibilità o meno delle recenti affermazioni della De La Vega bisognerebbe sempre tener presente i dettami una certa etichetta diplomatica. Quando Chavez diede del fascista ad Aznar, Zapatero si prodigò nel difendere il suo predecessore, democraticamente eletto dai cittadini spagnoli, e il buon Juan Carlos finì per sbottare con l'ancor meno diplomatico "Porqué no te callas?"- perchè non stai zitto- rivolto al presidente venezuelano. Ora che le accuse di fascismo arrivano da Madrid non vorrei che tutti i benpensanti progressisti di cui pullula il nostro paese si affannassero ad indicare la Spagna come terra promessa di un'altrove defunta civiltà democratica. State tranquilli, si tratta di uno dei paesi più razzisti del mondo, con un governo talmente ipocrita da arrivare a mascherare con accuse del tutto inopportune una preoccupazione assai meno nobile delle sue dichiarazioni di facciata: il segretario di Stato Lopez Garrido ha infatti espresso al suo omologo italiano Ronchi le ragioni delle critiche al pacchetto sicurezza: la presunta severità italiana finirebbe per deviare i flussi migratori in paesi vicini, ed in particolare in Spagna, come candidamente riportato da El Pais. E non è che da queste parti siano ne siano particolarmente felici.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando la Spagna ci ha dato contro, sembrava il bue che dice cornuto all'asino.

A tutti gli stati europei faceva comodo un'Italia debole e perbenista che accogliesse i clandestini e li tenesse nel suo suolo.

Ora non è più così, ed io ne sono felice.